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La navigazione nella Laguna Veneta
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NAVIGAZIONE LAGUNARE E INTERNA:

NAVIGAZIONE NELLA
LAGUNA VENETA

La laguna di Venezia

La laguna di Venezia è costituita dal bacino di acqua salsa che si estende dalla foce del Sile (conca del Cavallino) alla foce del Brenta (conca di Brondolo) ed è compreso fra la terraferma e il mare, dal quale è separata da una lingua naturale di terra fortificata per lunghi tratti artificialmente ("murazzi"), in cui sono aperte tre bocche o porti (Lido, Malamocco e Chioggia), ed è limitata verso terraferma da una linea di confine marcata da appositi cippi o pilastri di muro segnati con numeri progressivi, denominata "conterminazione lagunare" e risalente all'epoca della Repubblica Veneta, salvi i successivi aggiornamenti resisi necessari per la modificazione della configurazione delle terre emerse intervenuta particolarmente nell'ultimo secolo: l'ultimo aggiornamento è stato apportato con il decreto ministeriale 9 febbraio 1990.

Si tratta della più grande laguna italiana, che si estende per circa 550 km2, e comprende in parte i territori dei Comuni di Venezia, Chioggia, Codevigo, Campagna Lupia, Mira, Quarto d'Altino, Musile di Piave, Jesolo, Cavallino-Treporti, appartenenti a due province (Venezia e Padova).



La navigazione nella laguna di Venezia

Le lagune in Italia sottostanno alla disciplina prevista dal codice della navigazione per il demanio marittimo, e pertanto in esse la navigazione è generalmente regolata dall'Amministrazione marittima, la quale vi esplica i servizi di polizia, tuttavia nelle lagune venete (Venezia e Marano-Grado) vige una particolare disciplina che sottrae alla competenza dell'Autorità Marittima una parte delle funzioni di polizia e di organizzazione della navigazione, in ambiti significativi della conterminazione, conferendola ad altri Enti.

Tale articolazione di competenze deriva dal fatto che le lagune venete, pur definite appartenenti al demanio marittimo quali tutte le lagune italiane, sono parzialmente sottratte alla competenza integrale dell'autorità marittima e portuale (non coincidenti nel caso del porto di Venezia) da una serie di norme speciali:

  • l'art. 1269 del codice della navigazione, che affida parte delle competenze al Magistrato alle Acque di Venezia, poi ripreso dall'art. 515 del regolamento di esecuzione (navigazione marittima) e riconfermato con ampliamento dei poteri del Magistrato dalla legge specifica per le lagune di Venezia, Marano e Grado n. 366/63, sia relativi alla salvaguardia ambientale che alla polizia della navigazione;
  • l'art. 1270 del codice della navigazione, che affida all'autorità della navigazione interna la competenza alla disciplina dei servizi pubblici di navigazione lagunare, poi ripreso dagli art. 519-520-521-522-523 del regolamento di esecuzione (navigazione marittima), competenza attualmente frazionata tra la Regione Veneto - Ispettorato di Porto (D.P.R. n. 5 del 14 gennaio 1972 e D.P.R. 24 luglio 1977) o enti delegati (Comune e Città metropolitana con succesive leggi regionali) e l'Ufficio Provinciale MCTC di Venezia.

Esistono inoltre norme specifiche relative ad aspetti particolari della navigazione lagunare, emanate in tema di salvaguardia della laguna di Venezia, quali la L. 16 aprile 1973, n. 171 in relazione alla protezione dall'inquinamento (emissioni dei propulsori).

All'evidente complessità del riparto delle competenze si somma la classificazione dell'intera laguna di Venezia quale zona di navigazione promiscua in base all'art. 24 del codice della navigazione e agli art. 4 del regolamento per l'esecuzione (navigazione marittima) e per la navigazione interna, in base alla quale le navi e il personale navigante sia della navigazione marittima, sia della navigazione interna, possono liberamente navigare in tutto l'ambito lagunare, indipendentemente dalla classificazione delle acque, restando sottoposti al regime di polizia vigenti per le acque in cu di volta in volta navigano e alla conseguente vigilanza degli organi che vi esercitano la propria giurisdizione.

Col tempo, tale situazione è tuttavia evoluta sino alla condizione attuale, in cui la totale libertà di navigazione consentita nell'immediato dopoguerra confligge con evidenti esigenze di salvaguardia ambientale, primariamente in relazione al continuo aumento del moto ondoso prodotto da unità circolanti sia nei canali urbani, sia in zone lagunari di particolare delicatezza (velme, barene, isole minori, etc.).

In particolare, il regime della navigazione marittima basato essenzialmente sul principio della libertà del mare male si sposa con l'esigenza di contenere i danni prodotti all'ambiente da unità non specificamente progettate per la navigazione in acque ristrette e con limiti di velocità assai ridotti (massimo 20 km/h), soprattutto per l'esercizio di attività commerciali di trasporto (in cui l'aumento della portata utile e della capacità di trasporto in termini di velocità spingono verso l'adozione di dimensioni e potenze in continuo aumento) e diportistiche (in cui prevalgono scafi con carene plananti a spigoli vivi, progettate per velocità teoricamente non raggiungibili in laguna e quindi caratterizzate da eccessivo moto ondoso prodotto alle basse velocità consentite).

La commistione di traffico portuale o comunque con provenienza esterna alla laguna e di traffico locale non consente l'applicazione di limiti rigorosi all'immissione indiscriminata in tutti gli ambiti di unità che non rispettino caratteristiche tecniche minime già da tempo allo studio da parte di enti diversi, in primo luogo da parte del Comune di Venezia direttamente interessato ai canali urbani, quali sono invece usualmente introdotti in ambiti anche meno delicati, quali i principali laghi italiani ed esteri.



L'intervento della Città metropolitana di Venezia

La competenza della Città metropolitana di Venezia in tema di navigazione lagunare è iniziata con la legge regionale 8 magio 1985, n. 54, che ha delegato le funzioni amministrative in materia di servizi di trasporto pubblico di linea lagunari: peraltro, con la recente legge regionale 30 ottobre 1998, n. 25, tale competenza è stata pressoché integralmente trasferita ai comuni, in relazione al territorio entro cui si sviluppa prevalentemente il servizio, ad eccezione del collegamento con l'Aeroporto di Tessera, qualificato di interesse sovracomunale.

Le competenze si sono accresciute con la legge regionale 30 dicembre 1993, n. 63 che ha delegato alcune funzioni amministrative in materia di servizi di trasporto pubblico non di linea (taxi e noleggio con conducente con motoscafi, noleggio con natanti a remi, servizio di gondola, noleggio di natanti senza conducente, servizio di sci nautico, servizi di trasporto di cose per conto terzi): approvazione dei regolamenti comunali con valutazione dei contingenti di unità adibite ai suddetti servizi, accertamento professionale dei conducenti finalizzato all'iscrizione agli appositi ruoli presso la Camera di Commercio.

Da ultimo, lo Stato ha conferito direttamente alla Città metropolitana di Venezia con decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, all'art. 11 comma 3, il preciso compito di coordinare con apposito regolamento tutto il comparto della navigazione locale nella laguna veneta:

11. Servizi lacuali e lagunari. … omissis…

3. Al fine di coordinare il trasporto locale con le attività relative al traffico acqueo negli ambiti della laguna veneta, la provincia di Venezia, d'intesa con i soggetti competenti in materia, emana apposito regolamento che, fra l'altro, prevede un sistema di rilevamento dei natanti circolanti nell'ambito lagunare al fine di garantire la sicurezza della navigazione. L'intesa è conseguita in apposita conferenza di servizi, da realizzare ai sensi dell'articolo 17, comma 4 e seguenti, della legge 15 maggio 1997, n. 127, cui partecipano, oltre la provincia e gli enti locali, rappresentanti del Ministero dei trasporti e della navigazione, del Ministero dell'ambiente, del Ministero dei lavori pubblici e della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle aree urbane. Se il regolamento non è emanato entro il 30 giugno 1998, vi provvede il Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con gli altri Ministri interessati.

Tale compito trae motivazione dalla complessità del regime della navigazione lagunare e dell'esercizio delle attività connesse, sottoposte alla disciplina di autorità diverse, statali e locali.

REGOLAMENTO PER IL COORDINAMENTO DELLA NAVIGAZIONE LOCALE NELLA LAGUNA VENETA (PDF).

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